Colfòndo: Tafazzi non siamo noi!

di Maurizio Donadi – Ieri ho letto con interesse il frizzante resoconto giornalistico pubblicato sulla rivista elettronica Intravino. Sin dal titolo, che gioca sull’aggettivo “torbido”, si intuisce che il nostro mondo, il mondo del Colfondo, sta attraversando un momento delicato: incomprensioni, sul metodo, e mancanza, ancora, di un’identità comune fra produttori della Doc e quelli della Docg, rischiano di minare la nostra immagine e l’immagine delle nostre aziende all’esterno. Insomma è vero, come scrive la rivista, che rischiamo seriamente di fare la figura di Tafazzi!

Al di là delle polemiche, da appassionato e da produttore di questo vino torbido che appartiene alla nostra tradizione, propongo di aprire un confronto fra di noi: affinché torbido sia solo il vino, come deve essere e come è sempre stato, e non sia torbida, anzi sia pulita e cristallina, la nostra immagine presso i consumatori. Forse è arrivato il momento, di mettere da parte vecchi e inutili pregiudizi, per provare a concordare, insieme, una sorta di autodisciplinare, di codice deontologico trasparente e condiviso. Che rispetti la tradizione, il metodo e il territorio. Lancio la proposta. Chi ci sta mi contatti (info@labasseta.it) o scriva qui sul blog.

Maurizio Donadi - Il vignaiolo di Casa Belfi

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.