Il vino al tempo della crisi: quello buono si beve a casa

vino buono si consuma a casa La regione italiana dove le famiglie spendono meno a tavola è il Trentino Alto Adige (403 euro al mese). Molto meno di quanto spendano i Friulani (438) e i Veneti (467) che si attestano poco sotto la media nazionale: 478 euro. A spendere più di tutti in pasta, carne, pesce e bevande, invece sono i campani: 558 euro al mese. Sono questi i numeri i numeri diffusi da Istat sui consumi alimentari delle famiglie italiane nel primo trimestre del 2012. La crisi fa tirare la cinghia e gli italiani si danno una regolata a partire dalla tavola. E così spendono meno per i liquori (-6), per gli aperitivi (-4%), per il cioccolato (-3%), per le bevande (-7 per cento) e per i dessert (-10 per cento). Un dato in controtendenza, però, c’è. E riguarda il vino di qualità, denominazione controllata e indicazione geografica. Che cresce, invece, del 6%. Una tendenza che riguarda anche altri prodotti alimentari di qualità italiana come l’olio d’oliva (+7%). Numeri che, secondo gli esperti, raccontano il cambiamento delle abitudini degli italiani in tempo di crisi: pranzi, cene e feste, accompagnati da vino di qualità, sono sempre più frequenti fra le mura domestiche anziché al ristorante.

Spesa a tavola delle famiglie per regione
(Regione – Euro/mese)
Campania – 558
Umbria – 506
Lombardia – 491
Calabria – 489
Marche – 486
Piemonte – 481
Lazio – 477
Sardegna – 476
Liguria – 467
Veneto – 467
Val d’Aosta – 463
Toscana – 467
Emilia-Romagna – 467
Puglia – 467
Molise – 456
Abruzzo – 453
Sicilia – 445
Basilicata – 444
Friuli-Venezia Giulia – 438
Trentino-Alto Adige – 403

Tiziano Bianchi, giornalista e wine blogger, collabora con la redazione di questo blog

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L’azienda Albino Armani vanta una tradizione enologica familiare ultrasecolare. Al 1607 risalgono le prime testimonianze di proprietà di vigneti. Oggi il complesso progetto vitivinicolo è distribuito su tre regioni per un totale di 230 ettari in veneto, Trentino e Friuli. Dal 1962 il nucleo strategico è a Dolcè, nella parte meridionale della Valdadige, valle glaciale caratterizzata da una forte identità. Il forte legame col territorio che rischia di perdere i suoi antichi vitigni, è lo spirito guida del nostro lavoro. Per questo i nostri vini sono grandi descrittori delle terre in cui nascono: bianchi freschi e floreali, frutto di forti escursioni termiche e ventilazione costante e rossi dal carattere originale, freschi ma al contempo complessi.