La siccità e i vagiti di un’ottima vendemmia

 vendemmia 2012 di Albino Armani – Si preannuncia ottima la qualità dei futuri vini che questo millesimo si appresta a produrre. Le prime uve raccolte ed i dati analitici dei campioni ancora in vigna rivelano qualità entusiasmanti. L’equilibrio tra acidità, alcolicità ed estratto secco trova in questa annata, a mio parere, la perfezione.
Abbiamo anticipato in Valdadige di qualche giorno il raccolto, salvaguardando gli acidi malico e tartarico che, altrimenti, in un anno caldo sarebbero stati scioccamente depauperati.
La raccolta procede in Valdadige trentina e veronese con le uve di Pinot Grigio. E’ già stato raccolto il Sauvignon che all’assaggio dell’acino rivelava splendidi precursori aromatici già ben espressi. Lo Chardonnay destinato alle basi spumante si sovrappone alla raccolta del Pinot Grigio.
Nelle vigne friulane, a Sequals, siamo in procinto di iniziare: i dati analitici danno acidità ancora sopra il 10 e gradazioni zuccherine attorno ai 17 gradi Babo, inizieremo nei prossimi giorni anche qui con Pinot Grigio e Sauvignon.

Marco Campostrini, il nostro bravo tecnico, ormai sta vivendo quotidianamente in vigna per assaggiare gli acini di Sauvignon alla ricerca dell’attimo perfetto per la raccolta.

Su questo punto, penso che l’assaggio dell’uva, quindi la scelta dell’uomo, sia un metodo altamente indicativo per centrare l’epoca di raccolta, almeno quanto le analisi chimiche sui mosti. Nei nostri vigneti ai piedi delle Alpi Carniche sta maturando anche il Glera, il vitigno del Prosecco. Prevediamo di iniziare raccolta attorno al 10 di settembre.
A Casa Belfi, la cantina di San Polo di Piave in cui, insieme a Maurizio Donadi, produciamo i vini biologici la vendemmia è già cominciata da qualche giorno con lo Chardonnay; anche nel trevisano abbiamo registrato un’ottima gradazione e un buon equilibrio per vini di sicuro spessore e longevità.

Il Glera per il nostro Colfondo, invece, deve attendere ancora qualche giorno in vigna per maturare completamente.
In Valpolicella, a Marano, fervono i preparativi della cantina e del nuovo fruttaio: inutile dire che sono orgoglioso ed emozionato per tutte le novità che mi aspettano in quest’area.
A Chizzola, in Trentino, ancora la vendemmia del Pinot Grigio di collina comincia oggi: Olimpio e Roberto sono pronti ormai da parecchi giorni per accogliere le uve e trasformarle in mosto.
La siccità, quest’anno, non ci ha dato tregua. L’Italia intera, da nord a sud, ma anche la Spagna e parte della Francia stanno subendo i danni dell’anticiclone ormai da mesi stabilizzato sull’area mediterranea. Le produzioni di uva diminuiranno un po’ ovunque, dalla Sicilia al Trentino. Molti viticoltori sono riusciti a contenere i danni quantitativi irrigando giorno e notte, nei nostri vigneti da 70 giorni uomini sfiancati non demordono: trascinano tubi, collegano pompe, curano le viti. Il sistema di allevamento a pergola quest’anno darà i risultati migliori: l’ombreggiamento del grappolo assicurato dalla pergola, infatti, ha protetto con maggior efficacia il frutto dall’irraggiamento diretto del sole. Ma in questa vendemmia, la vera differenza, la ha fatta la disponibilità idrica: alcune colline del Collio sono ormai allo stremo e le viti più giovani su coltivazioni intensive stanno per morire.
Questo mi fa pensare che avere dei buoni consorzi irrigui, dotarsi di regole e metodi di difesa collettivi fanno, in anni come questo, la differenza tra l’eccellenza e la disperazione.
In conclusione, penso che avremo qualche quintale di uva in meno, ma che saremo ampiamente compensati da una qualità esemplare.
Ricorderemo a lungo la vendemmia 2012, ora per gli sforzi in vigna ma, tra qualche anno, per essere divenuta l’annata del secolo, da conservare sugli scaffali migliori, quelli delle grandi occasioni.

Comments are closed.

Site Footer

Sliding Sidebar

About Us

About Us

Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.