Dal Foja Tonda alla Nera dei Baisi, da Avio a Terragnolo: le giornate degli autoctoni

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Durante questo ultimo fine settimana, fra sabato e domenica, la Vallagarina trentina, finalmente bagnata dalla pioggia e ammantata da un clima quasi già autunnale, si è trasformata in una bella vetrina degli autoctoni trentini. Anche la nostra azienda è stata presente nei due appuntamenti che hanno segnano un importante ritorno di attenzione sui vitigni locali, ad Avio (TN) alla festa di “Uva e Dintorni” e a Terragnolo, sulla montagna sopra Rovereto, dove invece è andata in scena “Ricordi, Sensazioni e Sapori”. Ad Avio eravamo presenti con la nostra produzione trentina, veneta e friulana, ma soprattutto con il nostro Foja Tonda. La Doc Terradeiforti che nasce dalla vinificazione delle uve Casetta (Foja Tonda, appunto), uva strettamente imparentata con un autoctono di razza come il Labrusco a Foglia Frastagliata (Enantio). Su questo vino la nostra azienda ha lavorato a lungo, per vent’anni. Un lavoro che non si è ancora avio uva e dintorni 1 concluso ma che ha ottenuto un primo risultato alcuni anni fa, con il riconoscimento ministeriale della Doc Terradeiforti. La sperimentazione, per ottenere cloni sempre più resistenti ai fini di una migliore vinificazione, continuano nella nostra Conservatoria di Dolcé, insieme al team tecnico dei ricercatori della Fondazione Mach di San Michele.

 

era baisi Sabato e domencia con una nostra bottiglia, che considero uno dei miei figli più cari, abbiamo partecipato anche alla manifestazione di Terragnolo. La bottiglia che ho portato nelle Valli del Leno si chiama Nera dei Baisi. Ancora un autoctono su cui da molti anni facciamo sperimentazione, insieme all’Istituto di San Michele, nella nostra Conservatoria. E che abbiamo vinificato e imbottigliato per la prima volta tre anni fa. Si tratta di un vino da beva corrente, che tuttavia da parecchie soddisfazioni fruttate sia al naso che in bocca. L’origine della Nera dei Baisi non è ancora stata chiarita del tutto e le ricerche, anche su questo piano, continuano. Il nome con cui era comunemente chiamata presso i nostri agricoltori “Baisi”, infatti, richiama un toponimo localizzato nella valle di Terragnolo, dove esiste una contrada chiamata Bais. Questo è l’indizio che abbiamo seguito. E che ci ha portato a scoprire che in quella piccola zona di montagna, siamo quasi ad 800 metri di altitudine, la coltivazione della vite è una tradizione con le radici profonde e lontanissime.  A Terragnolo, in questo fine settimana, abbiamo voluto esserci anche noi con questo vino, per segnare e valorizzare questo indizio, dietro il quale stiamo inseguendo la storia antica della Nera dei Baisi.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.