Un Colfòndo di Satèn

Immagine 151 Sarà il nostro Colfondo biologico di Casa Belfi il protagonista della serata di sabato prossimo in uno dei locali più alla moda del teramano, il Caffé Satèn di via Savini. Un aperitivo degustazione con l’arte e la gastronomia adriatica, che metterà in evidenza il grande lavoro di ricerca e di sperimentazione sulla tradizione del nostro bioviticoltore di San Polo di Piave, Maurizio Donadi. L’aperitivo degustazione con Casa Belfi si muoverà dentro un percorso enogastronomico  che vedrà protagonisti i formaggi dello stagionatore/affinatore Antonello Egizi e i prodotti oleari di sei aziende agricole produttrice di di olii extravergine di oliva.

L’apertura dell’aperitivo avverrà con la degustrazione di olii abruzzesi accompagnati dal Colfòndo Casa Belfi. Poi si passerà al Bianco e al Rosso biologici di Maurizio. L’affinatore Antonello Egizi proporrà dei formaggi di rara bontà, dai Blu ai pecorini, dagli stracchinati alle robiole tutte affinate con erbe di montagna e stagionate in grotta, ci sarà anche un piatto (fettuccine ai porcini con Blu di mucca). In questo caso protagonisti saranno in primis Bianco Casa Belfi e il Rosso Casa Belfi.

Il contesto della serata è impreziosito dalle opere delle allieve del Maestro Alessandra Magno.

Caffè satèn – ore 19,30

Via Savini

64100 TERAMO

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.