Ferrara: Albino Armani per l’arte

823 maso michei Territorio e Bollicine firmati da Albino Armani sposano l’arte contemporanea. Nell’ambito della manifestazone ferrarese “Nuvole Urbane”, sabato prossimo quattro  vini del Trentino e del Veneto accompagneranno le performance di un collettivo di artisti negli spazi organizzati da Ubuntu Project Store, Cusina e butega e Alchimia R&B. Presenteranno le proprie opere quattro artisti – Claudio Capecchi (1958, vive e lavora a Firenze); Massimo Quadrelli (1978, vive e lavora a Milano); Gianluca Parma (1970, vive e lavora a Ferrara); Alessio Balduzzi (1974, vive e lavora a Ferrara) – a cui saranno abbinati altrettanti vini della nostra azienda: due spumanti, il TRENTO DOC 823 di Maso Michei e il Colfòndo Casa Belfi, e due rossi fermi, frutto della riscoperta di due antiche varietà come il Foja tonda e la Nera dei Baisi, così da poter raccontare in maniera sufficientemente fedele i territori e le potenzialità della Val d’Adige, dal Trentino alla Terradeiforti, coinvolgendo un’altra realtà vinicola e “fluviale” come Casa Belfi, i cui vigneti sorgono a poca distanza dal Piave.

Nuvole urbane – Ferrara, sabato 6 ottobre 2012

a partire dalle 18,00 presso Ubuntu e Alchimia R&B

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.