Appunti di vendemmia a Maso Michei

maso5 (ch) 

di Andrea Fasolo* – La vendemmia terminata. Una bella esperienza, per me quest’anno, la vendemmia a Maso Michei, a Ronchi di Ala.

Là dove la strada finisce”, recitano le retroetichette sulle bottiglie, ed in effetti quella strada diventata ormai familiare, riesce ancora a stupirmi, quando la mattina all’alba sorge il sole, e spezza le nubi che sfiorano le porte della cantina.

Quest’annata verrà ricordata da molti per il grande caldo e i lunghi mesi estivi senza pioggia, dopo un inverno secco e freddo, con poca neve, e una primavera che cominciava a preoccupare molti a causa delle frequenti piogge, favorenti le malattie della vite. I risultati sulle uve e sulla vendemmia si sono visti, ed evidenziano la mano del viticoltore: chi ha dato troppa acqua, chi ha lasciato le piante troppo cariche, chi ha sfogliato troppo: crolli di acidità, fatica nelle maturazioni, scottature evidenti (specie su filare e su varietà sensibili come i pinot e lo chardonnay). Ma a Maso Michei le rese erano molto basse: poche centinaia di grammi di uva per pianta – quasi mai più di 700-800 – che sono rimaste bloccate in attesa delle pioggie di fine agosto. Lentamente hanno ripreso a maturare, gli zuccheri a salire, assieme ai polifenoli, e anche le bucce si sono assottigliate e ammorbidite. Ma non troppo!

Le pressature dei Muller ci hanno dato molta soddisfazione, come anche le macerazioni che abbiamo condotto nelle notti, fresche a 850 m s.l.m, per estrarre il patrimonio aromatico dalle uve.

Anche le basi spumante ci stanno sorprendendo: acidità veramente ottime e profumi maturi, che ora stanno evolvendo, dopo i travasi e i continui assaggi che ci fanno sperare di poter competere coi migliori spumanti frutto di Pinot nero e Chardonnay.

A proposito di Pinot nero, una piccola selezione di uve è stata vinificata in rosso, riscoprendo la vinificazione in tonneaux da 5 hl aperti, con follature manuali e ripetute nello stesso giorno. Sarà un vino che avrà bisogno di tempo per maturare, ma di cui mi auguro un buon potenziale di evoluzione ed invecchiamento.

Ormai anche in Vallagarina le vendemmie stanno volgendo al termine, e silenziosamente i vigneti a Maso Michei tornano a lasciarsi avvolgere dalle brume autunnali.

* Andrea Fasolo è uno studente laureando che ha scelto la nostra cantina per lo stage di tirocinio.  Fra le altre cose, segue per noi il progetto Maso Michei e il progetto Nera dei Baisi. E suo è anche il progetto Nuvole Urbane.

Siamo l'autore collettivo che raccoglie tutti gli autori di questo blog

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.