Confusione sessuale in Val d’Adige: e ora tocca ai contadini!

di Enzo Corazzina – I diffusori del ferormone per la confusione sessuale, questa mattina sono arrivati finalmente anche nelle campagne di Ossenigo, a Dolcè.  Stamane i tecnici hanno spiegato ai viticoltori della Val d’Adige le modalità di una corretta applicazione dei diffusori sulle viti, per l’adozione del metodo di lotta alla tignola della vite, conosciuto come confusione sessuale. In tutti i vigneti coinvolti nel progetto si procederà entro Pasqua ad applicare questi dispositivi in ragione di circa 500 diffusori per ettaro. E’ da evidenziare che tutti i proprietari dei circa 100 ettari della zona di Ossenigo  hanno aderito con convinzione a questo progetto e che questo passaggio rappresenta il primo passo per poi  estendere gradualmente questa forma di lotta biologica a tutta l’area della Val d’Adige veronese.   

 

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.