ProWein, arrivano i nuovi mercati

Prowein 2013 - 2
Prowein 2013 – 2

di Albino Armani – ProWein è finita. Sono rientrato da poche ore da Düsseldorf. Provo a mettere un poco in ordine le idee e i volti che ho visto in questi giorni. Tante parole, tante sensazioni. Intanto una certezza, quella tedesca ormai si è accreditata come la principale piazza europea del vino, più della nostra Vinitaly, più di Bordeaux. L’attenzione dei compratori internazionali si concentra su Düsseldorf ed è lì che si gettano le basi per gli scambi internazionali. Tutte le altre piazze europee, ad eccezione di quella di Londra, vengono vissute come piazze regionali. E questo potrebbe essere il tema di una riflessione anche più ampia, che va ben oltre i nostri discorsi sul vino. E ha a che fare, invece, con la definizione del nuovo baricentro del potere, della finanza e del commercio in Europa. L’altra sensazione, che mi sono portato a casa riguarda invece la tenuta di appeal del vino italiano. Il nostro vino continua, anche più di prima, ad essere guardato con interesse. Magari in maniera diversa a seconda delle zone e delle aree viticole. Alcune sono più attraenti, altre, come il Trentino, fanno più fatica, risultano meno seducenti e non credo dipenda da un problema di qualità. Ma complessivamente l’interesse cresce e questa è una buona cosa. E cresce soprattutto fra i nuovi consumatori europei, che si stanno affacciando ora sul mercato del vino, come i Paesi Baltici, i Paesi del Nord, la Russia. Anche il mercato cinese apre una porta ai nostri vini, partendo dai rossi: Amarone e Ripasso hanno destato interesse e buoni ordinativi. Sono queste aree, per noi ancora giovani, ad offrirci nuove occasioni di scambio. Si consolida il segmento del vino biologico a cui era dedicato un’ intero padiglione: i nostri vini biologici Casa Belfi riscuotono successo in Germania ma soprattutto negli Stati Uniti, sinora poco attenti a questo metodo di coltivazione.

Un grazie a Raffaele Giordano, nostro distributore che ha riunito le sue cantine nel nuovo stand collettivo: Piemonte, Toscana, Sicilia, Romagna, Campana e Triveneto accomunati ed accompagnati dalla professionalità e dalla simpatia contagiosa di Raffaele e del suo staff!

 

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.