Amarone, Prosecco e Pinot Grigio, la Svizzera beve italiano

di Egle Capilupi – Ho partecipato anche io ieri, 1 maggio, al Wine & Dine a Ginevra presso il ristorante “Il Gardino Romano” di Stefano Fanari, appassionato ristoratore sardo, durante il quale quasi 50 invitati hanno assaggiato e degustato alcuni vini di punta della nostra casa vinicola, Amarone, Prosecco e Pinot Grigio. Fra il Rodano e i Lago anche i nostri vini assumono una fragranza nuova, quasi inaspettata. Il vino è una cosa viva e cambia in continuazione, di luogo in luogo, di anno in anno. E’come se si adattasse ai luoghi e al tempo in cui si fa bere.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.