Chardonnay e Pinot Nero, prove di Metodo Classico

gianni gasperi 1

Si sta lavorando, in questi giorni, alla sboccatura del nuovo  Metodo Classico 823  Maso Michei – Albino Armani. Una Cuvée che taglia di netto con lo stile della prima edizione del TRENTO NOIR.  E propone, invece, una mescola alla pari di Chardonnay e Pinot Nero, vinificati dalle uve di montagna coltivate da Giuseppe Tognotti a Maso Michei, in Trentino.  Ne guadagnano, senz’altro, la complessità, la struttura, l’ordine e il naso, che presenta una variegatezza di frangranze stupefacenti.

Ieri a Dolcè ci sono state le prime fasi di assaggio (alla cieca), fra sei diverse tipologie di dosaggi e di liqueur. Ne è nata una bella discussione, un confronto costruttivo, fra i tecnici guidati dal maestro Gianni Gasperi. C’erano anche, a sceglere, ad assaggiare, a scambiarsi opinioni e giudizi,  Marco Campostrini, Alberto Massaro e Giuseppe Tognotti.

La scelta, alla fine, è rimasta ferma sul Dosaggio Zero, sulla composizione della la liqueur d’expédition, si sono invece espresse tante opinioni e tanti gusti diversi. E’ stata la prova che, alla fine, il vino è davvero qualcosa di estremamente personale e soggettivo. Che in bocca di ciascuno il vino diventa di nuovo vivo e diventa verità diversa per ciascuno.

La scelta della liqueur zenza zuccheri, alla fine è stata compiuta, ma chiaramente questo resterà per sempre uno dei grandi segreti di Gianni e dei suoi più stretti collaboratori. Posso solo dire, che alla fine, si è scelta la soluzione più pastosa e più armoniosa, preferita a sciroppi più selvatici anche se magari più  strutturati. Fra qualche settimana la sboccatura vera delle bottiglie e poi ci penseranno i consumatori a dire la loro. E sono sicuro che di questa cuvée che riporta 823 dentro l’alveo dei grandi Metodo Classico tradizionali, non potranno che dire bene.

 

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giuseppe gianni

823 cuveee prove di dosaggio

gianni giuseppe

giuseppe tognotti 1

Tiziano Bianchi, giornalista e wine blogger, collabora con la redazione di questo blog

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.