E’ notte. Finalmente

notte finalmente di Albino Armani – Oggi è stata proprio dura, abbiamo lavorato sino a poco fa. I trattori hanno lavorato fino a notte. Domani spero ci sia ancora qualche ora di sole per poter finire i trattamenti in campagna per proteggere la vigna. In queste ore di fibrillazione, minacciati dalla pioggia e dal gonfiore del fiume, siamo riusciti  a distruggere due atomizzatori: le pale della ventola posteriore sono finite in acqua e sono esplose nell’impatto. Continueremo anche domani a lavorare con le ultime cinque macchine che sono rimaste efficienti. Tutti si stanno facendo in quattro. C’è un’aria apocalittica. Quasi epica. Nelle campagne della Val d’Adige. Questa notte.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.