Il fiume esonda e le lumache si mettono in salvo

20130519_115802_resizedLe nuove piogge di questa notte  e di questa mattina hanno vanificato tutto il nostro lavoro di ieri. Una gioranta interamente dedicata a cercare di proteggere i vigneti di Dolcé. Ma la pioggia battente ha resto tutto inutile. Ora il rischio di malattie cresce ancora di più e dovremmo rimetterci al lavoro. E intanto anche il fiume ha invaso le campagne in quattro zone diverse. Mentre i “bughoni” (lumache), cercano di guadagnarsi lentamente un posto asciutto.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.