Confusione sessuale: osservazioni in campo

Bollettino emesso il 23 maggio 2013 dal coordinatore della difesa sostenibile in Val d’Adige, Enrico Marchesini

Difesa Sostenibile alle tignole della vite in Terra dei Forti

1. Monitoraggio degli adulti con le trappole a feromoni sessuali
– Fuori area a confusione “trappole di riferimento”
X tignoletta della vite (Lobesia botrana): i voli di prima generazione hanno già superato il picco massimo, si registra una decisa riduzione delle catture in quasi tutti i vigneti monitorati.
X tignola della vite (Eupoecilia ambiguella) per ora non sono state registrate catture.
– Dentro area a confusione “trappole spia”:
su tutte le trappole collocate all’interno dell’area a confusione è stata registrata una sola cattura casuale. Questo è un importante indice della tenuta del sistema confusione.
2. Osservazioni nei vigneti di riferimento non trattati
Fuori dall’area a confusione sono state identificate delle parti di vigneto da seguire come testimoni non trattati allo scopo di determinare lo sviluppo delle tignole e studiarne la fenologia in zona.
Le periodiche osservazioni condotte direttamente sui grappolini rilevano la presenza delle primissime larve di prima età (L1). In generale però la densità di popolazione risulta decisamente scarsa; si sta ripetendo il fenomeno registrato nella scorsa stagione: le avverse condizioni climatiche disturbano in maniera importante gli accoppiamenti e le ovideposizione da parte delle femmine.
3. Interventi integrativi di difesa
Sulla prima generazione di tignoletta, in tutte l’area a confusione, non è assolutamente necessario intervenire con trattamenti integrativi.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.