Colfòndo, questo sì è un Prosecco!

Il cuore mi batte a 1000, la pelle d’oca e mi emoziono sempre a leggere del Colfòndo. Grazie amici di Storie del Vino

Maurizio Donadi

…Una decina di chilometri ancora ed arrivo a Palazzo Santucci, il primo volto noto che vedo, oltre agli amici di Dinamiche Bio all’ingresso, è Maurizio Donadi diCasa Belfi che sale e scende le scale con casse di vino tra le braccia; scontata la tappa al suo banco, non solo per assaggiare il suo Prosecco Col fondo (o Colfondo), metodo tipico di produzione del Prosecco, ma per berlo volentieri, preparandomi psicologicamente agli assaggi della giornata.
Vorrei vedere qualche fighetto dell’happy hour adesso, a mettergli la testa dentro questo vino e dirgli: questo è Prosecco, coglione.
Maurizio ha calma serafica e vera passione quando parla del suo vino, spiegando che quello, il metodo con il fondo, è il vero metodo con cui va fatto il Prosecco. I numeri ultimamente stanno dando ragione a lui ed a quelli che hanno sempre creduto nel Prosecco fatto secondo tradizione, sta iniziando ad essere conosciuto, piace e viene venduto bene.
Il vino di Casa Belfi è estremamente gradevole nel bere, la sapidità ha il giusto livello per essere non solo un ottimo aperitivo, ma per essere bevuto lungo tutto il pasto. Le rotondità lasciamole a qualcun altro, sembra dire questo vino, io ho acidità da regalare per portarvi profumi e sapori… (continua a leggere)

Maurizio Donadi - Il vignaiolo di Casa Belfi

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.