Foja Tonda, prove di formaggio in Abruzzo

Le bottiglie di Foja Tonda sono arrivate in Abruzzo. Non oggi, ma qualche giorno fa; però solo ora trovo il tempo di scriverne. Il progetto abruzzese per il Foja è raccontato qui. In poche parole, se ne vorrebbe fare la “base” per l’affinamento di un formaggio. Quale formaggio ancora non si sa. Un Caprino, un Pecorino o un formaggio a latte misto? Si vedrà quale latte appenninico si adatta meglio ai tannini della Val d’Adige. Il bravo Antonello Egizi, affinatore caseario che curerà questo progetto di mescolamento degli autoctonismi delle montagne italiane, è già al lavoro. Sta assaggiando il vino e sta provando ad immaginare un formaggio adatto. Poi, la stessa operazione faremo noi,quassù con i formaggi che lui avrà selezionato. In autunno, con l’arrivo delle vinacce del Foja, comincerà il lavoro vero e proprio di affinamento. Intanto lavoriamo di fantasia..e di assaggi eno-caseari.

Per buon auspicio Antonello, ha regalato al Foja “che cerca marito“, una rima in dialetto:

Sta cunosc lu sposo
chissà chi si pie…
Lu pecorino?
Lu caprin?
O lu latt mist?
A ottobre, quand’arriva la vinacce, avrà capat

Antonello Egizi

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LE BOTTIGLIE DI FOJA TONDA SONO ARRIVATE NELLE GROTTE DI AFFINAMENTO DI AVEZZANO – FOTOCRONACA DI UN INCONTRO

Tiziano Bianchi, giornalista e wine blogger, collabora con la redazione di questo blog

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.