Salve, mi chiamo Colfòndo e faccio innamorare…anche in rete

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Oggi vi suggerisco la lettura di questo post, pubblicato ieri sul magazine enogastronomico di Testa e di Gola. Autore, Marco Palantrani che il Colfòndo Casa Belfi lo ha incontrato in rete, se ne è letteralmente innamorato… e da allora non lo ha più lasciato.

Vi lascio alla lettura del post:

L’incontro con il Colfòndo Casa Belfi è nato circa 5 anni fa, per caso, nell’era di facebook.
Si! è nato proprio sul web.
Maurizio Donadi giovane enologo di S. Polo di Piave (TV) iniziava con il suo primo imbottigliamento e incuriosito del suo modo naturale di intendere l’enologia gli ho chiesto un assaggio del suo “Glera biondo torbido” il Colfòndo.
Il termine “Colfòndo” deriva da un’antica definizione originaria dei luoghi di produzione che significa “vin col fondo”, con riferimento al deposito di lieviti naturali che determina la fermentazione e la generazione di anidride carbonica (il perlage) all’interno della bottiglia.
Questo spumante di tradizione contadina era progenitore dell’odierno Prosecco… [continua]

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.