Tignola della vite, attenzione ai trattamenti – Bollettino di luglio

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DIFESA SOSTENIBILE DALLA TIGNOLA DELLA VITE NELLA TERRA DEI FORTI

[Bollettino nr. 5 – 09 luglio 2013] [bollettino in formato pdf]

Indicazioni sui trattamenti per la seconda generazione
Nelle trappole collocate fuori area a confusione sono in aumento le catture degli adulti di seconda generazione. Oggi sono state osservate le primissime ovideposizioni da parte delle femmine nei vigneti di riferimento non trattati. Vengono riportate di seguito indicazioni sui momenti per eseguire il trattamento integrativo alla confusione. Si consiglia in particolare di eseguire il trattamento sulle varietà precoci (Chardonnay, Pinot grigio, Muller Thurgau).

CatturaNell’esecuzione del trattamento è importante ricordare:

 eseguire una potatura verde (sfogliatura, cimatura) prima del trattamento in modo da liberare i grappoli per meglio esporli al prodotto.

 accertare che il formulato da impiegare sia regolarmente registrato sulla vite e sulla etichetta sia indicata la specifica avversità

 trattare nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente la sera, in modo che l’insetticida abbia a disposizione tutte le ore notturne per svolgere meglio la sua azione.

 bagnare bene la fascia dei grappoli.

 ripetere il trattamento nel caso di acquazzoni e di piogge dilavanti che si verificassero entro 24 ore.

[bollettino in formato pdf]

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.