Pinot Grigio studio sui cloni

di Marco Campostrini – La vendemmia 2013 è ormai alle porte e l’invaiatura dell’uva sta procedendo bene anche se un po’ di acqua ora non guasterebbe affatto. Le viti sono belle cariche di uva e fino ad ora problemi sanitari non ce ne sono. Nel frattempo abbiamo studiato alcuni cloni di Pinot Grigio in modo tale da capire quali siano le loro rese..

La seguente tabella riassume i dati raccolti: 

ZONA

VIGNETO

ANNO D’IMPIANTO

VARIETA’

CLONE

CARICA UVA

PAESE

 EX MOSCATO

2003

PINOT GRIGIO

 15 FILARI ERSA 18-20 GRAPPOLI PER PIANTA
2 FILARI VCR5 15-17 GRAPPOLI PER PIANTA
12 FILARI R6 18-20 GRAPPOLI PER PIANTA
14 FILARI SMA505 13-15 GRAPPOLI PER PIANTA

BORGHETTO

S.LEONARDO SPALLIERA

2002

PINOT GRIGIO

22 FILARI R6 18-20 GRAPPOLI PER PIANTA
15 FILARI R5 13-15 GRAPPOLI PER PIANTA
28 FILARI SMA 505 10-12 GRAPPOLI PER PIANTA

CA BIANCA

SALVETTI

2005

PINOT GRIGIO

15 FILARI PADERGNONE 13-15 GRAPPOLI PER PIANTA
23 FILARI TUTZER 13-15 GRAPPOLI PER PIANTA
17 FILARI SMA 514 10-12 GRAPPOLI PER PIANTA
7 FILARI SMA 514 10 GRAPPOLI PER PIANTA
7 FILARI R5 15 GRAPPOLI PER PIANTA

PAESE

EX GARGANEGA

2007

PINOT GRIGIO

15 FILARI VCR5 15-17 GRAPPOLI PER PIANTA
10 FILARI SMA 514 10-12 GRAPPOLI PER PIANTA
14 FILARI SMA 505 10-12 GRAPPOLI PER PIANTA

Come si puo notare i cloni SMA (San Michele) presentano una carica di uva inferiore rispetto a quelli di Rauscedo (VCR5 e R6) e dell’Ersa, inoltre i cloni SMA danno grappoli più piccoli e meno compatti rispetto a VCR5 e R6..

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.