La sfida fra TRENTO e Franciacorta passa per l’823

di Albino Armani – Mi ha emozionato la recensione apparsa ieri su Le Millebolleblog, firmata dal giornalista Franco Ziliani, a proposito del nostro 823 – Metodo Classico Pinot Noir 36 mesi – Albino Armani Maso Michei. A parte il punteggio (4,5 goledn star zilianiane), che naturalmente apprezzo fino in fondo, conoscendo il rigore e la severità del giornalista lombardo, a parte questo, dicevo, mi è piaciuta la chiusura del suo articolo: “Ecco il Trento Doc che mi piace, che vorrei sempre stappare! Se vini come questi si moltiplicassero, allora sì che i miei amici franciacortini dovrebbero preoccuparsi…“. Immaginare che il nostro Metodo non dosato possa essere, e diventare, un portabandiera vincente del confronto con altri territori blasonati come il Franciacorta, non può che farmi piacere. E soprattutto, mi suggerisce di continuare su questa strada.

Forse per raccontarvi di questo vino, basterebbe solo che vi rimandassi a questo articolo dell’aprile dell’anno scorso, dove raccontavo di una felicissima scoperta fatta al Vinitaly 2012 quando avevo scoperto queste “bollicine”, fantasticamente di montagna, le vigne, tra le più alte d’Italia e del Trentino, salgono fino a 890 metri di altezza, frutto di una collaborazione, ma dai, facciamo i grandi e chiamiamola joint venture!, veneto-trentina, quella tra il produttore veneto, area Val d’Agige veronese-Terra dei Forti, Albino Armani (che poi si è espanso inValpolicella, in Vallagarina in Trentino ed in Friuli) ed il trentino Giuseppe Tognotti, che una decina di anni fa ha creato in alta Val dei Ronchi, a nord di Ala, tra i Monti Lessini e le Piccole Dolomiti, la piccola azienda agricola che porta il nome del maso: Maso Michei. …

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.