Sogna ragazzo sogna… a Camporal

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di Albino Armani – Camporal è un luogo antico, rimasto intatto e capace di trasmettere forti emozioni. Magico. Alta collina della Valpolicella classica a nord est di Marano: un versante esposto a sud ovest; lo sguardo spazia indisturbato sino alla pianura attraverso crinali ordinati di vigne sorrette dalle “marogne” in equilibrio con boschi, ciliegi ed ulivi secolari.

Camporal significa Campo Reale: il più bel vigneto della valle, da cui si domina una Valpolicella autentica, ancestrale, intatta.

Incontrai questo luogo durante i miei giri in mountain bike, risalendo il Progno che scorre a valle, di fianco a Novaia; ci girai attorno molte volte rimanendone sempre affascinato, per anni.

Il Toar (basalto e rocce eruttive), scavato dalle acque assume forme austere ma ancora accoglienti, così diverso dai calcari, dai porfidi dalle dolomie della mia terra d’origine: morbido al tatto si lascia incidere ed accarezzare, rimane sulle mani e nel cuore. Risalendo il piccolo torrente, tra cespugli incolti, tra le pareti di toar un laghetto, forse poco più di una pozzanghera, a nascondere qualche pesce che nuota tra le ninfee.

Qui vorrei nascesse il mio Valpolicella del futuro, il mio Amarone, il Recioto ed il Ripasso.

Qui, in alta collina non in pianura: su versanti scoscesi, tra i boschi, in un luogo celato e discosto. Silenzioso, difficile da raggiungere, mai banale. Riconoscibile.

Tra pochi giorni inizierò il lavoro di scavo per costruire il mio sogno, una piccola cantina interrata, rispettosa e quasi invisibile, proprio qui, a Camporal.

La gru ormai è piantata e tutti gli adempimenti burocratici assolti.

Ci vorranno due anni più o meno e vorrei riuscire a creare una cosa bella, armonica, rispettosa. Useremo materiali locali rifacendoci, per quel poco che sarà fuori terra, agli antichi schemi costruttivi di quella fascia altimetrica della Valpolicella. Attraverso l’infissione di centinaia di micropali eviteremo di smuovere il terreno durante lo scavo per non modificare la morfologia del monte.

Di più ora non dico perché sto ancora sognando ogni particolare e mille idee mi frullano per la testa; mi accompagna in questa avventura ancora una volta l’architetto Renato Comerlati assieme al quale ho costruito a Dolcè ed a Sequals.

Un grande amore per questa terra affascinante, che mi ha accolto e dove vivo con la mia famiglia da oltre vent’anni, meritava un atto concreto teso a suggellare un legame ormai indissolubile.

Grazie Valpolicella, grazie Marano!

Ed ora al lavoro!

 

 

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L’azienda Albino Armani vanta una tradizione enologica familiare ultrasecolare. Al 1607 risalgono le prime testimonianze di proprietà di vigneti. Oggi il complesso progetto vitivinicolo è distribuito su tre regioni per un totale di 230 ettari in veneto, Trentino e Friuli. Dal 1962 il nucleo strategico è a Dolcè, nella parte meridionale della Valdadige, valle glaciale caratterizzata da una forte identità. Il forte legame col territorio che rischia di perdere i suoi antichi vitigni, è lo spirito guida del nostro lavoro. Per questo i nostri vini sono grandi descrittori delle terre in cui nascono: bianchi freschi e floreali, frutto di forti escursioni termiche e ventilazione costante e rossi dal carattere originale, freschi ma al contempo complessi.