Sequals, quando si uniscono le passioni

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di Caterina Cipriani – Il 25 gennaio è stata una giornata speciale nella nostra azienda di Sequals: abbiamo avuto il piacere di ospitare la regista  Isabella De Felici e lo staff di Geo & Geo per le riprese della prima parte di un servizio che andrà in onda in primavera su Rai3.

Per una volta sono stati messi in secondo piano i vigneti e la cantina per dare luce a dei nuovi protagonisti: i Border Collie, cani da pastore per eccellenza! Con il mio arrivo in azienda si sono trasferiti anche loro, un’allegra e scatenata banda a quattro zampe, e per dilettarci nel tempo libero ci dedichiamo allo Sheepdog, ovvero la conduzione delle pecore.

La bellezza dei luoghi, lo splendido scenario del vigneto e dei monti che dolcemente lo accompagnano, la gioia e la serenità che trasmettono questi cani quando lavorano, secondo il loro istinto naturale sul bestiame in collaborazione con l’uomo, hanno fatto scaturire l’idea di questo servizio.

Ora impazientemente non ci resta che aspettare le riprese della seconda parte del servizio per poi vederlo finalmente in onda, ovvero vedere come le mie due grandi passioni si siano finalmente fuse in un’unica realtà!

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.