La Taverna dei destini incrociati – Osteria Macafame (Verona), venerdì 7 marzo

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La Taverna dei destini incrociati

libere conversazioni fra le Alpi e gli Appennini

Luogo: Verona, Osteria Macafame, via delle Fogge, 6

Giorno: 7 marzo 2014

Ora: 18 – 22

Ideazione e organizzazione: SKYWINE – QUADERNI DI VITICULTURA

Partner: Albino Armani 1607Antonello EgiziOsteria Macafame

Interverranno: Professor Annibale Salsa, antropologo già presidente nazionale del Cai, Albino Armani, Azienda Agricola Albino Armani viticoltori dal 1607, Giuseppe Tognotti, viticoltore, Antonello Egizi, L’isola dei Sapori, Alessia Benini, Slow Wine Trentino, Maria Grazia Melegari, Slow Wine Veneto, Angelo Peretti direttore di Internet Gourmet, Giada Vicenzi, presidente di SKYWINE, Patrizia Belli, scrittrice, Tiziano Bianchi, giornalista e blogger

Ore 18.15: Territorio, un inganno semantico? – Breve introduzione a cura di SKYWINE

Ore 18.30: Combinazioni Territoriali 1. Degustazione Pecorino di Farindola Presidio Slow Food affinato in vinacce di Foja Tonda Terradeiforti DOC Albino Armani: guidano la degustazione Antonello Egizi, affinatore, e Albino Armani, viticoltore.

Interventi e scambio di opinioni fra i presenti

Ore 20: La rivoluzione delle parole – Lettura di un brano de Il cuore a stella, a cura di Patrizia Belli

Ore 20.15: Combinazioni Territoriali 2. Menu Cena preparato dallo staff della cucina Macafame elaborato sulla base dei formaggi della montagna abruzzese affinati da Antonello Egizi, in abbinamento con Metodo Classico 823 TRENTO Dosaggio Zero Albino Armani – Maso Michei

Ingresso aperto al pubblico – Il prezzo di ingresso di 15 euro dà diritto alla consumazione di entrambe le degustazioni (Combinazioni Territoriali 1 e 2)

Info e prenotazioni: 37352588703478730150 – osteriamacafame@gmail.com – t.bianchi@skywine.it

Concept:

Il titolo dell’iniziativa riprende la seconda sezione del romanzo Il Castello dei destini incrociati di Italo Calvino, esempio di letteratura combinatoria. L’idea dell’incrocio di ”un numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardo di miliardi” è alla base di una straordinaria ipotesi creativa”.

L’idea di incrociare e combinare le tradizioni casearie appenniniche con la produzione vinicola della montagna trentina e della Val d’Adige, dominata anch’essa dal profilo stentoreo della montagna, risponde ad un bisogno di fuga dal concetto di territorio, vissuto come sedimentazione chiusa e impermeabile di tradizioni, culture e colture. Una visione unidimensionale della territorialità che implica un’ingannatoria sovraesposizione identitaria densa di rischi anche sul piano culturale. L’incontro, affidato all’ambasceria del vino e dei prodotti caseari, fra territori diversi e di diverse latitudini, ma definiti dal comune profilo della montagna, contribuisce a rielaborare, anche sul piano lessicale, una nuova visione di territorialità, rifondata sull’idea della mediazione culturale, e colturale, piuttosto che su quella dell’omologazione indifferenziata e autoreferenziale.

Il Foja Tonda incontra il Pecorino di Slow Food

Tiziano Bianchi, giornalista e wine blogger, collabora con la redazione di questo blog

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L’azienda Albino Armani vanta una tradizione enologica familiare ultrasecolare. Al 1607 risalgono le prime testimonianze di proprietà di vigneti. Oggi il complesso progetto vitivinicolo è distribuito su tre regioni per un totale di 230 ettari in veneto, Trentino e Friuli. Dal 1962 il nucleo strategico è a Dolcè, nella parte meridionale della Valdadige, valle glaciale caratterizzata da una forte identità. Il forte legame col territorio che rischia di perdere i suoi antichi vitigni, è lo spirito guida del nostro lavoro. Per questo i nostri vini sono grandi descrittori delle terre in cui nascono: bianchi freschi e floreali, frutto di forti escursioni termiche e ventilazione costante e rossi dal carattere originale, freschi ma al contempo complessi.