Il segno dell’anima, le opere di Antonio Amodio

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Una selezione dei vini Albino Armani accompagnerà  il 18 Aprile al Palazzo della Gran Guardia ,uno dei palazzi  espositivi più prestigiosi di Verona, l’apertura della mostra d’arte “Il segno dell’anima”, personale di Antonio Amodio. Oltre 70 opere, sintesi del percorso artistico di questo eclettico artista veronese, allievo di Giacomo Manzù e Saverio Barbaro,figure artistiche fra le più influenti del Novecento Italiano.
Si tratta di opere di grandi o grandissime dimensione che, con pochi e intensi tratti, testimoniano la forza e la maestria del pittore nell’uso del segno.
Sarà un’opportunità per compiere un viaggio che, attraverso l’evocativa eleganza scaturita dai delicati ritratti femminili e dalle suggestive vedute di Venezia, incanterà l’anima e i sensi.
La mostra, curata dall’associazione veronese Quinta Parete, sarà aperta al pubblico dal 19 Aprile al 10 Maggio tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Vernissage con Prosecco Albino Armani 1607, Sauvignon Campo Napoleone Albino Armani 1607 Recioto Albino Armani 1607

–  Materiali di lavoro

www.quintaparete.it

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.