Londra si innamora del Colfòndo

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di  (traduzione di Egle Capilupi) – Isabelle Legeron definisce se stessa sul suo blog e sul website come “la stravagante donna francese”, una definizione che le si addice per il fatto di essere una consulente di vino determinata e schietta. Lei è la prima e unica donna francese Master of Wine, sempre più nota per sostenere i vini naturali-quelli realizzati con tecniche agricole tradizionali, la viticoltura biologica o biodinamica, con interventi ridotti al minimo. E’lei la fondatrice della fiera di grande successo Raw Wine Fair, adesso alla sua terza edizione, dove piccoli artigiani del vino, produttori internazionali,si riuniscono a Londra per far conoscere i loro vini, giudicati dalla Legeron “puri,gentili col pianeta e migliori per la tua salute”. Come? Mettendo da parte fungicidi, pesticidi ed erbicidi nei vini. Su alcuni vini naturali i livelli di solforosa sono molto bassi, in altri sono del tutto assenti e la maggior parte non sono filtrati. La Legeron trascorre dei mesi  per rendere esaustivo il catalogo della fiera, descrivendo i processi e le tecniche ( o l’assenza di queste) che stanno dietro ogni vino. Se vai alla Raw fair, saprai esattamente quello che stai bevendo, conoscerai i produttori, più di 150 viticoltori saranno presenti alla fiera. La Legeron, che è cresciuta nei vigneti di famiglia in Cognac, ammette che i vini naturali non sempre corrispondono nel gusto a quelli più familiari, più elaborati (lo stile è più selvatico, più torbido, più ossidato), ma dice che la gente è sempre più curiosa di scoprire i differenti aromi che le uve e i lieviti selvatici  possono generare.

Fra i tre vini naturali che raccomanda:

Colfòndo Prosecco  Casa Belfi, Veneto

Fermentato in bottiglia, privo di solfiti, questo prosecco è leggermente torbido, con aromi di gigli di valle e accenni di riso tostato. Un grande aperitivo di primavera.

—> The Telegraph

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L’azienda Albino Armani vanta una tradizione enologica familiare ultrasecolare. Al 1607 risalgono le prime testimonianze di proprietà di vigneti. Oggi il complesso progetto vitivinicolo è distribuito su tre regioni per un totale di 230 ettari in veneto, Trentino e Friuli. Dal 1962 il nucleo strategico è a Dolcè, nella parte meridionale della Valdadige, valle glaciale caratterizzata da una forte identità. Il forte legame col territorio che rischia di perdere i suoi antichi vitigni, è lo spirito guida del nostro lavoro. Per questo i nostri vini sono grandi descrittori delle terre in cui nascono: bianchi freschi e floreali, frutto di forti escursioni termiche e ventilazione costante e rossi dal carattere originale, freschi ma al contempo complessi.