Nuovi portainnesti: buon lavoro Attilio!

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di Albino Armani – Ho partecipato fin dal primo giorno a questo progetto: credendoci. Fin dalla prima riunione Attilio ci espresse il suo rammarico per il destino incerto della ricerca sui nuovi portainnesti, giunta ad un buon punto ma carente di finanziamenti; diveniva urgente attivarsi senza se e senza ma.

La compagine iniziale degli imprenditori sensibili venne via via modificata sino ad arrivare al gruppo attuale: le aziende coinvolte oggi sono certamente motivate da un giusto spirito verso l’incentivazione dei progetti di ricerca.

Sono fiero di poter contribuire perché credo urgente colmare il gap di conoscenze che si protrae non da decine di anni ma da secoli: poter usufruire velocemente di nuovo materiale adatto ad una viticoltura mutata e moderna porterà un vantaggio a tutta la filiera e migliorerà le performance dell’intero settore vitivinicolo del nostro Paese.

Buon lavoro Attilio!

approfondimento: Mille Vigne

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.