Appunti agrari

enzo corazzina

di Enzo Corazzina – Si è conclusa da tempo la vendemmia 2014 e per le vinificazioni mancano all’appello solo le pregiate uve della Valpolicella, che stanno appassendo nei nostri fruttai di Marano, in attesa di essere pigiate per la produzione dell’Amarone, indicativamente a metà dicembre.
E’ tempo di bilanci e di riflessioni sull’annata che si sta concludendo.

Il 2014 nei vigneti

Annata molto particolare, in quanto fino alla fine di giugno si era caratterizzata per l’andamento climatico eccezionalmente positivo, sia in Valdadige e in Valpolicella, che in Friuli, con inverno molto mite e piovoso, ma con precipitazioni ben distribuite. A seguire una primavera regolare, che ha favorito un buon sviluppo dei germogli ed ha stimolato la fioritura e l’allegagione anticipatamente, lasciando supporre che l’inizio della vendemmia fosse anticipata già ai primi di agosto, in particolare per la varietà regina delle nostre aziende, cioè per il Pinot Grigio.
Fino a fine giugno regnava ovunque grande soddisfazione, anche a livello sanitario, con perfetta sanità delle piante e dei grappoli e con risparmio di agrofarmaci.
Da inizio luglio tutto è cambiato. Sono arrivate ovunque piogge frequenti e abbondanti, che si sono prolungate fino a dopo ferragosto, con qualche grandinata, fortunatamente per noi abbastanza leggera, con temperature fresche e poco sole, che hanno causato un crescente ritardo nell’accrescimento dei grappoli ed un progressivo rallentamento della fase di maturazione.
Nei vigneti si è richiesto uno sforzo notevole al fine di controllare lo sviluppo dei tralci, di arieggiare i grappoli e di difenderli adeguatamente dagli attacchi fungini, in particolare da peronospora e da botrite. Solo con sistemi di allevamento adeguati (pergole trentine aperte e spalliere di media fittezza), unitamente all’ottima organizzazione aziendale che ha garantito razionali interventi di potatura verde e, soprattutto, trattamenti antiparassitari tempestivi (in Valdadige vengono trattati in un solo giorno oltre 130 ha di vigneto), è stato possibile giungere in vendemmia con uve sane e con un buon grado di maturazione.
Per l’esecuzione della vendemmia, il 2014 ha mostrato tutti i pregi e i difetti della raccolta manuale a confronto con la vendemmia meccanica. In particolare per le aziende come la nostra che hanno una netta dominanza di poche varietà e pertanto devono effettuare la vendemmia al momento ottimale ma in pochi giorni, o si dispone di grande numero di persone (quasi un centinaio erano all’opera nei vigneti della Valdadige per la raccolta del Pinot grigio sulle pergole) oppure si deve contare sulle moderne ed efficienti macchine vendemmiatrici che al momento giusto e in poco tempo raccolgono l’uva garantendoti uve sane, con temperatura più bassa e con conferimenti regolari a partire dal primo mattino; presupposti importanti per conseguire ottimi risultati in cantina.

Il 2014 in cantina

Nella cantina di Dolcè si è iniziata la vendemmia dopo la metà di agosto, quindi con circa due settimane di ritardo rispetto alle previsioni di giugno, iniziando con Pinot Grigio e con Mueller Thurgau per proseguire alla fine di agosto con la raccolta dello Chardonnay. I timori che funghi, batteri e lieviti, responsabili di botrite e, soprattutto, del marciume acido, potessero danneggiare i grappoli fu presto fugato, sia per la razionale gestione dei vigneti, sia per la possibilità di programmare al meglio la vendemmia, sintonizzandola all’equilibrio zuccheri-acidi nei grappoli e alla loro sanità.
I vini ottenuti distinti per varietà e per zona stanno ora mostrando le seguenti caratteristiche:

Valdadige

Pinot grigio – Anzitutto si è ancora una volta evidenziata la perfetta sintonia tra territorio e vitigno, il quale grazie alla vendemmia di uve sane e di buona composizione ha permesso di ottenere vini freschi, con buona acidità, accettabile morbidezza a seguito di una parziale fermentazione malolattica e, soprattutto, vini Pinot Grigio 2014 che si caratterizzano per un intenso profumo fruttato, che lo rendono facilmente riconoscibile.

Chardonnay – anche per esso si evidenzia l’abbondanza di profumi varietali e di fermentazione, in particolare per la base spumante, unitamente alla freschezza e sapidità che lo rendono longevo e gradevole nel tempo.

Meno pronunciate risultano le caratteristiche organolettiche per Sauvignon Bianco, Traminer Aromatico e Bianco Valdadige.
Molto interessanti anche i rosati della Valdadige, sempre grazie a profumi pronunciati e a piacevole freschezza, cosi come per il vino novello a base Teroldego.

Valpolicella
Da poco si è conclusa la vendemmia per i vigneti di alta collina, nei quali l’estate fresca e piovosa aveva rallentato la maturazione. Il gradevole andamento climatico di settembre e di ottobre ha permesso di recuperare buoni livelli di zuccheri e di sostanze polifenoliche, con mantenimento di acidità e con buona sanità grazie alla felice giacitura dei vigneti collinari e alla particolare attenzione con cui vengono gestiti. In particolare i vigneti da cui si prelevano le uve in plateaux per essere appassite nei fruttai, pratica che anche nel 2014, pur con le dovute limitazioni, si è felicemente conclusa e che ora vede proseguire l’appassimento con regolarità e con buone aspettative qualitative, grazie alle favorevoli condizioni climatiche di ottobre e di inizio novembre.

Friuli
Enologi e cantinieri sono soddisfatti dei risultati raggiunti, in particolare per la ricchezza e per la complessità dei profumi e per l’elegante e intensa sapidità in bocca, frutto del buon andamento climatico primaverile e di settembre, che hanno permesso una buona maturazione delle uve.
In particolare, si differenziano i vini Sauvignon bianco con una spiccata nota aromatica, con intensi sentori di frutta tropicale, asparago e ortica, molto sapidi, con freschezza vivace e già abbastanza equilibrati.
Inoltre, dalle numerose vasche di Pinot grigio, si possono spillare vini molto freschi, sapidi, forse meno corposi ma con profumi fruttati intensi e persistenti, in particolare profumi di banana e pera.
Molto bene i vini Prosecco doc, non a caso particolarmente ricercati grazie ad una bella freschezza, al mantenimento di una vivace acidità e con sufficiente struttura; caratteristiche che vengono mantenute anche per lungo tempo a differenza di altre zone pianeggianti.
Piacevole conferma anche per il tradizionale Friulano e per il ritrovato Riesling Renano, per i quali la particolare annata 2014 ha posto le basi per l’esaltazione dei profumi e di alcune sostanze aromatiche.

Conclusioni
Mentre per i vini rossi è ancora presto per esprimere un giudizio definitivo, per i nostri vini bianchi 2014 da varietà precoci del Nord Est, si notano già intensi profumi, elevata freschezza, sufficiente struttura e buona personalità, grazie a produzioni contenute nei vigneti, all’andamento climatico particolare e, soprattutto, alle peculiarità dei vari territori di produzione. Territori che permettono di esaltare profumi, aromi e sapori, unitamente a sapidità e freschezza, che renderanno piacevoli e longevi i nostri vini.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.