“Confusione sessuale” a Sequals

La tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo sono i principi che hanno ispirato lo sviluppo e la diffusione di metodi innovativi a basso impatto ambientale, tra i quali il metodo della “confusione sessuale”.

Questa tecnica si basa sull’utilizzo di feromoni nella difesa delle produzioni contro gli insetti, garantendo un utilizzo sempre più limitato di fitofarmaci.

Nel 2014 con il supporto di Ersa, Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave e Biogard, questa tecnica è stata applicata anche nella nostra azienda di Sequals, in linea con la filosofia delle altre nostre aziende con sede in Trentino e Veneto, dove la difesa in campagna da tignola e tignoletta è affidata a questo metodo.

Visto il successo ottenuto anche nella sede in Friuli, a conferma dell’efficacia di questo metodo di difesa a basso impatto ambientale, venerdì 19 dicembre alle ore 10:30 presso la nostra sede di Sequals si terrà un incontro tecnico-divulgativo con i tecnici Biogard, Ersa e Consorzio Tutela vini Doc Friuli Grave i quali presenteranno alle realtà viticole, vitivinicole e alle istituzioni locali il metodo della “confusione sessuale”, con l’obbiettivo di diffondere sempre più anche nel territorio friulano il concetto di un’agricoltura sempre più ecosostenibile.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.