In Valdadige la tignola è stata sconfitta

Nella trappole collocate in campo per la cattura dei maschi delle tignole della vite, collocate nelle aree non protette dalla tecnica della confusione sessuale, già si contano i primi adulti di seconda generazione (vedi foto 1 e 2).

Ben diversamente si presenta la situazione tra i vigneti in cui si è adottata la lotta alle tignole con i presidi ferormonici (vedi foto 3), nei quali non si è rinvenuta traccia di adulti e come mostrano anche le approfondite indagini condotte dal dottor Marchesini di Agrea, anche la prima generazione di tignola era praticamente inesistente.

Nei  200 ettari di vigneto della Valdadige veronese che già da due anni aderiscono al programma, quindi, nelle prossime settimane non ci sarà alcun bisogno di insetticida. Stessa cosa anche per gli altri 40 ettari di vigneto di Albino Armani a Ceradello, nuovi entrati nel programma 2015, nei quali non si è sinora notata alcuna presenza di tignole; ne beneficeranno sia l’ambiente che i cittadini della Valdadige.

la mappa dell’alta Valdadige veronese, con  i risultati dei rilievi eseguiti su prima generazione delle tignole della vite in data 10 giugno  2015.  I numeri in bianco si riferiscono alle  % di grappoli colpiti da tignole su 250 osservati nei diversi punti di rilievo all’interno delle aree a confusione. Complessivamente sono stati controllati 5.000 grappoli, quindi un campione molto significativo.
la mappa dell’alta Valdadige veronese, con i risultati dei rilievi eseguiti su prima generazione delle tignole della vite in data 10 giugno 2015. I numeri in bianco si riferiscono alle % di grappoli colpiti da tignole su 250 osservati nei diversi punti di rilievo all’interno delle aree a confusione.
Complessivamente sono stati controllati 5.000 grappoli, quindi un campione molto significativo.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.