Il Foja Tonda incontra il Pecorino di Slow Food: un’idea coraggiosa di territorio

pecorino farindola slow food

Già fin dal primo assaggio al naso presenta profumi di frutta secca e note di frutti di bosco, in bocca il gusto è quello pieno di un formaggio dolce con profumi di latte e fienagione di montagna. Il retrogusto esprime note di delicate di vinaccia, che non interferiscono sulle peculiarità del cacio, ma che anzi ne esaltano la bontà e la persistenza in bocca, che è lunga, dolce e profumata di frutta secca.

Questo è il ritrtatto del Pecorino di FarindolaPresidio Slow Food del Parco Nazionale d’Abruzzo – affinato nelle vinacce di Foja Tonda, TerradeiForti DOC. Un esperimento condotto insieme da due coraggiosi uomini di territorio, Albino Armani e Antonello Egizi. I loro sono territori diversi: il profilo incombente delle Alpi per il primo e la montagna del Parco Nazionale d’Abruzzo per il secondo. Entrambi, tuttavia, hanno fatto dell’idea di un territorio, il loro, vissuto intensamente come esperienza quotidiana, il contesto dove agire e dove interagire con estremo rigore. Quasi un rigore filologico. Albino Armani è un viticoltore che di sé dice sempre: “Io sono capace di fare vino solo se il mio orizzonte è definito dal profilo della montagna”. Egizi è un affinatore di formaggio, la sua grotta in Terra dei Marsi, vicino ad Avezzano, è un luogo culto dove i sapori e i profumi delle sue montagne si incrociano e si sposano come in una magica alchimia.

Entrambi si sono avvicinati a questo progetto, l’affinamento di un formaggio abruzzese di antichissima tradizione (P.A.T. E presidio Slow Food) nelle vinacce di uno dei vini più evocativi e tradizionali della Val d’Adige (TerradeiForti DOC), quasi senza conoscersi. Quasi d’istinto. Lo sfondo delle Alpi e degli Appennini hanno fatto il resto. Spinti da un’idea aperta e dinamica di territorio. Sicuri della forza delle tradizioni che hanno alle spalle, non hanno avuto paura di tradirle. E si sono messi a confronto e alla prova. Entrambi sono diventati soggetti di una visione dialettica della dimensione territoriale dominata dalla montagna. Il Pecorino di Farindola Slow Food affinato nelle vinacce di Foja Tonda è il risultato prezioso di questa visione comune e dinamica dell’appartenenza territoriale. Si sono incontrati un vino e un formaggio. Ma si sono incontrati soprattutto due antropologie di montagna. E si cono capite.

Il Pecorino di Farindola affinato nelle vinacce di Foja Tonda sarà presentato per la prima volta venerdì pomeriggio, 7 marzo, alle ore 18 presso l’Osteria Macafame di Verona, Via delle Fogge, 6. Fra un assaggio di formaggio e un bicchiere di Foja Tonda, si discuterà di territorio, di vino e di formaggi con il professor Annibale Salsa, antropologo e già presidente nazionale del Cai, Albino Armani, Antonello Egizi, i responsabili di Slow Wine del Veneto e del Trentino, Alessia Benini e Mariagrazia Melegari, il direttore di Internet Gourmet Angelo Peretti, la scrittrice Patrizia Belli e la presidente di SKYWINE Giada Vicenzi. L’ingresso è aperto a tutti, appassionati, giornalisti e curiosi.

 Processo di lavorazione: Le forme di cacio semi stagionate sono state immerse a più riprese nelle vinacce di Foja Tonda (vendemmia 2013), a partire dall’inizio del mese di novembre e fino al 9 dicembre. Per altri dieci giorni sono state sottoposte ad asciugatura naturale in una grotta a temperatura costante di 2/3 gradi.

Per info e prenotazioni: 3735258870 – 3478730150 – osteriamacafame@gmail.com – t.bianchi@skywine.it

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Four hundred years amongst vineyards and an infinite passion for wine. The history of the Armani family and that of viticulture in the Adige Valley, between the provinces of Trento and Verona, have been evolving together, without interruption, for more than 4 centuries. Today  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” means territory, or rather territories. The historical property in Dolcè, in the Adige Valley in the province of Verona, is one of 3 wineries located in the region Veneto: one other is to be found in Marano, in the Valpolicella Classico area, and one  in the province of Treviso, in San Polo di Piave, where our biodynamic wines are produced. Two more wineries are located in the regions Trentino and Friuli. All five wineries watch over their territories, vinifying the grapes of the surrounding vineyards. In each of them the common thread is a terroir reflecting its specific particular character in the wines springing from its soil. The headquarters remain in Dolcè, where the “Conservatoria”, a project for safeguarding local grape varieties in danger of extinction, can be visited.