Buona vendemmia 2013

di Albino Armani – Ho girato molto in questi ultimi giorni fra il Trentino il Veneto e il Friuli per parlare con gli agricoltori e verificare la situazione in vigna. La produzione quantitativa sembra buona ovunque, con lievi eccessi in Trentino e nel trevigiano. Le piogge della scorsa settimana hanno apportato ovunque una buona riserva idrica. L’ aspetto sanitario ad oggi pare buono, tranne alcuni focolai di marciume molto contenuti su Chardonnay e Pinot Grigio. La produzione in Friuli pare mediamente inferiore

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Polpo saltato su polenta e Chardonnay Trentino Doc Io Domenico Armani

di Alessandra Prizzon (gustosamenteinsieme.blogspot.com)  – Non è affatto una ricetta banale, la sua semplicità la rende intrigante e poi ha il grande vantaggio che a seconda della quantità servita può essere un simpatico finger food, un’antipasto oppure un secondo. I suoi ingredienti, saporiti ma sempre bilanciati tra loro si sposano a meraviglia con lo Chardonnay Trentino Doc – Io Domenico Armani, fresco e morbido, ma persistente. Un piatto dalle caratteristiche estive per la presenza della rucola, ma nello stesso tempo anche

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Chardonnay e Pinot Nero, prove di Metodo Classico

Si sta lavorando, in questi giorni, alla sboccatura del nuovo  Metodo Classico 823  Maso Michei – Albino Armani. Una Cuvée che taglia di netto con lo stile della prima edizione del TRENTO NOIR.  E propone, invece, una mescola alla pari di Chardonnay e Pinot Nero, vinificati dalle uve di montagna coltivate da Giuseppe Tognotti a Maso Michei, in Trentino.  Ne guadagnano, senz’altro, la complessità, la struttura, l’ordine e il naso, che presenta una variegatezza di frangranze stupefacenti. Ieri a Dolcè

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Appunti di vendemmia a Maso Michei

  di Andrea Fasolo* – La vendemmia terminata. Una bella esperienza, per me quest’anno, la vendemmia a Maso Michei, a Ronchi di Ala. “Là dove la strada finisce”, recitano le retroetichette sulle bottiglie, ed in effetti quella strada diventata ormai familiare, riesce ancora a stupirmi, quando la mattina all’alba sorge il sole, e spezza le nubi che sfiorano le porte della cantina. Quest’annata verrà ricordata da molti per il grande caldo e i lunghi mesi estivi senza pioggia, dopo un

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Grado Chardonnay

All’inizio, quasi un mese fa, questa vendemmia si era presentata con molti punti inerrogativi: caldo e siccità oltre ad aver inciso sulle quantità rischiavano di compromettere anche la qualità delle nostre uve. Poi, la piogga dei giorni scorsi, le temperature che si sono mitigate e si sono avvicinate al clima settembrino. In Valdadige l’uva ne ha tratto giovamento: oggi lo Chardonnay appena vendemmiato presentava una gradazione Babo da record: 22 gradi! Questa volta dobbiamo prepararci a bere uno Chardonnay 2012

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La siccità e i vagiti di un’ottima vendemmia

  di Albino Armani – Si preannuncia ottima la qualità dei futuri vini che questo millesimo si appresta a produrre. Le prime uve raccolte ed i dati analitici dei campioni ancora in vigna rivelano qualità entusiasmanti. L’equilibrio tra acidità, alcolicità ed estratto secco trova in questa annata, a mio parere, la perfezione.Abbiamo anticipato in Valdadige di qualche giorno il raccolto, salvaguardando gli acidi malico e tartarico che, altrimenti, in un anno caldo sarebbero stati scioccamente depauperati.La raccolta procede in Valdadige

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.