La tignola è confusa

di Marco Campostrini – Sono buoni i risultati de primi rilevamenti sull’area della Val d’Adige “trattata” con la tecnica della confusione sessuale. Lo si deduce dal rapporto redatto dal dottor Enrico Marchesini che segue il progetto per conto del Centro Studi Agrea. Come si vede dalla mappa pubblicata qui a fianco, si può notare che dopo il primo volo della Tignola non ci sono stati grappoli colpiti, quindi la situazione è sotto controllo. Ora inizierà il secondo volo e terremo

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Confusione sessuale: osservazioni in campo

Bollettino emesso il 23 maggio 2013 dal coordinatore della difesa sostenibile in Val d’Adige, Enrico Marchesini Difesa Sostenibile alle tignole della vite in Terra dei Forti 1. Monitoraggio degli adulti con le trappole a feromoni sessuali – Fuori area a confusione “trappole di riferimento” X tignoletta della vite (Lobesia botrana): i voli di prima generazione hanno già superato il picco massimo, si registra una decisa riduzione delle catture in quasi tutti i vigneti monitorati. X tignola della vite (Eupoecilia ambiguella)

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.