In Valdadige la tignola è stata sconfitta

Nella trappole collocate in campo per la cattura dei maschi delle tignole della vite, collocate nelle aree non protette dalla tecnica della confusione sessuale, già si contano i primi adulti di seconda generazione (vedi foto 1 e 2). Ben diversamente si presenta la situazione tra i vigneti in cui si è adottata la lotta alle tignole con i presidi ferormonici (vedi foto 3), nei quali non si è rinvenuta traccia di adulti e come mostrano anche le approfondite indagini condotte dal dottor Marchesini di

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Arriva la primavera: inizia la battaglia green contro la tignola

di Marco Campostrini – Ormai l’inizio della bella stagione è alle porte e fra i vigneti si incominciano a vedere i primi germogli delle varietà più precoci. E così anche quest’anno è arrivata l’ora di appendere i diffusori per la lotta alla tignola e alla tignoletta secondo il protocollo consolidato della confusione sessuale. A partire dal 2015 abbiamo scelto di ampliare la zona di applicazione di questa tecnica sostenibile fino a Ceradello, per un totale di 70 ettari. Ora più

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Il ferormone vince anche a Sequals

La difesa in campagna affidata alla tecnica della “confusione sessuale” sta dando ottimi risultati anche a Sequals. I risultati del sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dal Giorgio Malossini, tecnico del Servizio Ricerca e Sperimentazione dell’ERSA, e dal dottor Carlo Bassanetti, Assistenza tecnica Confusione Sessuale BIOGARD Pheromones Supervisor Nord Italia, sono stati molto soddisfacenti. Dei 200 grappoli controllati negli otto ettari protetti dai diffusori di ferormone per il campionamento della seconda generazione di tignola (Eupoecilia ambiguella) e tignoletta (Lobesia botrana,) nessuno

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.