Speriamo in bene!

di Maurizio Donadi – Finalmente anche a San Polo di Piave qualche ora di tregua: un po’ di sole dopo quattro giorni di continua pioggia. Si fa una grande fatica ad entrare in vigna per fare i trattamenti: c’è ancora troppa acqua e il terreno, nonostante la composizione ghiaiosa, non riesce ad assorbire. Le falde di si sono alzate e i fossi che normalmente raccolgono l’acqua dei campi ora si sono trasformati in fontane. Il meteo prevede per i prossimi

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Il fiume esonda e le lumache si mettono in salvo

Le nuove piogge di questa notte  e di questa mattina hanno vanificato tutto il nostro lavoro di ieri. Una gioranta interamente dedicata a cercare di proteggere i vigneti di Dolcé. Ma la pioggia battente ha resto tutto inutile. Ora il rischio di malattie cresce ancora di più e dovremmo rimetterci al lavoro. E intanto anche il fiume ha invaso le campagne in quattro zone diverse. Mentre i “bughoni” (lumache), cercano di guadagnarsi lentamente un posto asciutto.

L’acqua e il vino

di Albino Armani – Allarme maltempo anche in Val d’Adige, che da stanotte è ormai sommersa dalla pioggia, mentre l’Adige sbatte furibondo sugli argini, minacciando di esondare da un momento all’altro. Situazione da allarme rosso anche per i nostri nuovi vigneti. Le immagini parlano da sole: se continuerà a piovere l’Adige tracimerà portandosi via tutto il nuovo impianto di Pinot Grigio. A sud di Dolcè la situazione è ancora peggiore. Ora ci stiamo tutti rimboccando le maniche per cercare di

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Cronache dalla Valdadige

L’acqua è vita e vitalità: dopo la pioggia di questi giorni  il Pinot Grigio Valdadige Doc si presenta nella sua forma migliore. L’uva che abbiamo vendemmiato anche questa mattina era sanissima: raggiungeva i 20 gradi Babo e presentava un livello di acidità superiore a 7 grammi/litro. Il Ph si è stabilizzato a 3,35. La recente pioggia ha cambiato decisamente il profilo di questa vendemmia cominciata fra tante preoccupazioni.

Friuli: finalmente l’arcobaleno

di Marco Campostrini – Finalmente l’arcobaleno, anzi gli arcobaleni, a Sequals. Finalmente, l’acqua. Oggi pomeriggio il cielo ci ha regalato due ore di pioggia intensa e generosa. Senza grandine. Venti millimetri d’acqua dopo mesi di bruciante siccità. Poi l’arcobaleno. La temperatura si è abbassata repentinamente e uno spettro di colori ha riempiro l’orizzonte. Ci è semprato di rinascere. Un arcobaleneno che ha salvato la vendemmia dell’Alta Grave friulana e ha dato un po’ di respiro ai viticoltori. E alla vigna.

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.