Quelli che… con la lingua in bocca vanno alle Mauritius

di Tiziano Bianchi – “Con la lingua in bocca si va anche in Sardegna”, gli ripeteva il nonno quando era ancora un bambino che giocava fra i vicoli. La Sardegna, allora, gli appariva come una terra lontana. Altra gente, altra lingua, altro mare: stranieri. Sardegna, Finis Terrae. Ma con la lingua in bocca, questo il vecchio voleva insegnare al nipote, chiunque può arrivare ovunque. E chiunque può farsi capire. Da chiunque. Questa fu la grande lezione che il nonno regalò

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ProWein, arrivano i nuovi mercati

di Albino Armani – ProWein è finita. Sono rientrato da poche ore da Düsseldorf. Provo a mettere un poco in ordine le idee e i volti che ho visto in questi giorni. Tante parole, tante sensazioni. Intanto una certezza, quella tedesca ormai si è accreditata come la principale piazza europea del vino, più della nostra Vinitaly, più di Bordeaux. L’attenzione dei compratori internazionali si concentra su Düsseldorf ed è lì che si gettano le basi per gli scambi internazionali. Tutte le

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Due giornate napoletane insieme a Raffaele

Due giornate napoletane, ieri e oggi, per Egle e Albino Armani. Vissute fra la costiera e la città, accanto all’amico Raffaele Giordano, da molti anni a fianco della nostra azienda per lo sviluppo del mercato tedesco. Auguri di buon compleanno Raffaele e viva napoli e almeno per una volta viva il caffè che si fa scordare il le suggestioni del vino. ——

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.