La siccità e i vagiti di un’ottima vendemmia

  di Albino Armani – Si preannuncia ottima la qualità dei futuri vini che questo millesimo si appresta a produrre. Le prime uve raccolte ed i dati analitici dei campioni ancora in vigna rivelano qualità entusiasmanti. L’equilibrio tra acidità, alcolicità ed estratto secco trova in questa annata, a mio parere, la perfezione.Abbiamo anticipato in Valdadige di qualche giorno il raccolto, salvaguardando gli acidi malico e tartarico che, altrimenti, in un anno caldo sarebbero stati scioccamente depauperati.La raccolta procede in Valdadige

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Irrigazione in Valdadige

di Albino Armani – I viticoltori non vanno in ferie, questa siccità dura da mesi e volevo far riflettere sullo sforzo che, giorno e notte, da mesi, i nostri contadini operano accanto alle viti.Domani, ferragosto, per molti di noi vorrà dire ancora lavoro, nei filari, aspettando la pioggia. Buon ferragosto a chi scrive, a chi parla di vino, ai consumatori tutti ed un grazie a chi stara’ accanto alla terra, silenziosamente, anche domani!

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.