Arriva la primavera: inizia la battaglia green contro la tignola

di Marco Campostrini – Ormai l’inizio della bella stagione è alle porte e fra i vigneti si incominciano a vedere i primi germogli delle varietà più precoci. E così anche quest’anno è arrivata l’ora di appendere i diffusori per la lotta alla tignola e alla tignoletta secondo il protocollo consolidato della confusione sessuale. A partire dal 2015 abbiamo scelto di ampliare la zona di applicazione di questa tecnica sostenibile fino a Ceradello, per un totale di 70 ettari. Ora più

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Il ferormone vince anche a Sequals

La difesa in campagna affidata alla tecnica della “confusione sessuale” sta dando ottimi risultati anche a Sequals. I risultati del sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dal Giorgio Malossini, tecnico del Servizio Ricerca e Sperimentazione dell’ERSA, e dal dottor Carlo Bassanetti, Assistenza tecnica Confusione Sessuale BIOGARD Pheromones Supervisor Nord Italia, sono stati molto soddisfacenti. Dei 200 grappoli controllati negli otto ettari protetti dai diffusori di ferormone per il campionamento della seconda generazione di tignola (Eupoecilia ambiguella) e tignoletta (Lobesia botrana,) nessuno

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Trapview: la trappola elettronica per il monitoraggio della tignola

Nell’azienda di Sequals sono state applicate le prime due trappole elettroniche Trapview per il monitoraggio della tignola e della tignoletta nella zona trattata con il metodo della “confusione sessuale”. Queste trappole inviano giornalmente al server centrale dell’ERSA (Agenzia Regionale per lo sviluppo rurale) di Pordenone la foto scattata nella notte degli insetti catturati, mediante connessione GPRS. Il dispositivo è dotato di una batteria che si ricarica con un piccolo pannello solare, fissato mediante una staffa ad un palo del filare.

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Confusione sessuale: osservazioni in campo

Bollettino emesso il 23 maggio 2013 dal coordinatore della difesa sostenibile in Val d’Adige, Enrico Marchesini Difesa Sostenibile alle tignole della vite in Terra dei Forti 1. Monitoraggio degli adulti con le trappole a feromoni sessuali – Fuori area a confusione “trappole di riferimento” X tignoletta della vite (Lobesia botrana): i voli di prima generazione hanno già superato il picco massimo, si registra una decisa riduzione delle catture in quasi tutti i vigneti monitorati. X tignola della vite (Eupoecilia ambiguella)

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Lotta alla tignola in Val d’Adige

di Marco Campostrini – I viticoltori devono prepararsi a difendere il loro raccolto facendo i conti da una parte con una legislazione sempre piu attenta alle problematiche dell’ambiente e della salute, che di fatto limita l’impiego dei fitofarmaci, dall’altra con la necessità di vendemmiare uve particolarmente sane, destinata alla produzione di vini di alta qualità, anche in annate difficili. Proprio per queste problematiche abbiamo deciso di introdurre nella Val d’Adige veronese la tecnica conosciuta come “confusione sessuale” per difendere la

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Riduciamo i pesticidi

di Enzo Corazzina – Il metodo di lotta biologica conosciuto come “confusione sessuale”, detto anche di disorientamento, per il controllo della tignola e della tignoletta della vite, consiste nell’applicazione di 350-500 diffusori per ettaro di vigneto, in funzione della forma di allevamento e delle distanze di impianto, contenenti ferormone, sostanza che simulando gli odori emessi dalla femmina della tignola, evita l’accoppiamento, quindi anche la presenza di uova e delle dannose larvette, di queste temibili farfalline. Dopo anni di sperimentazioni condotte

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Confusione sessuale in Val d’Adige

  di Marco Campostrini – Dopo il Trentino, e più recentemente la Valpolicella, anche la Val d’Adige veronese  adotta la tecnica verde della confusione sessuale per sconfiggere la Tignola e la Tignoletta; un lepidottero infestante che colpisce soprattutto le varietà d’uva a grappolo compatto: Pinot Grigio, Pinot Bianco e Pinot Nero. La Tignola della vite è la principale responsabile di muffe, come la botrite, che ogni anno mettono a repentaglio il raccolto e la qualità delle uve. I metodi tradizionali

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Quattrocento anni nella vigna e una passione infinita per il vino. La storia della famiglia Armani e quella della viticoltura nella Valle dell’Adige, fra le province di Trento e Verona, procedono insieme, senza interruzione, da oltre 4 secoli. Oggi  “Albino Armani Viticoltori dal 1607” vuol dire territorio, anzi territori. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, provincia di Verona, è affiancata da altre due tenute in Veneto: una a Marano nella Valpolicella Classica  e una in provincia di Treviso,  a San Polo di Piave, per la produzione di vini biodinamici, oltre alle due tenute in Trentino e Friuli. Le cinque cantine presidiano il territorio vinificando le uve dei vigneti circostanti. In ciascuna di esse il filo conduttore è un terroir capace di restituire ai vini i caratteri della zona di provenienza. Il quartier generale rimane a Dolcè, dove si può visitare anche la “Conservatoria” delle viti autoctone  in via di estinzione della Valdadige.